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Lo stato sociale, e quindi la scuola e la cultura, sono l’origine della ricchezza

Con la Cultura non si mangia?Il professor Settis documenta e argomenta contro l’ottusa locuzione di Tremonti secondo il quale: “Con la cultura non si mangia”. Condividiamo le argomentazioni del professore, ma aggiungiamo che, purtroppo, la stupidità sottesa alla locuzione in oggetto è patrimonio ormai anche della cosiddetta “sinistra” istituzionale, che per l’ottusità nutre, oltretutto, un entusiasmo da neofita.
Quanto esprime e argomenta Settis, a nostro parere può estendersi a tutto lo “Stato Sociale” costruito nei paesi europei dal dopoguerra a tutti gli anni settanta. Tra molti storici ed economisti avvertiti la crescita dei diritti sancita dalle Costituzioni alla fine della seconda guerra mondiale, ha spinto gli stati a realizzare istituzioni destinate alla soddisfazione dei bisogni che le nuove Costituzioni hanno sancito come diritti universali, fatto fino allora inedito per l’umanità.
Istruzione, Sanità, Pensioni, tanto per citare i più diffusi nell’Europa continentale, hanno dato vita a sistemi (scolastici, sanitari, pensionistici pubblici) che hanno resi esigibili i diritti sanciti.
Unanimemente storici ed economisti giudicano questo sviluppo dello “Stato Sociale” come un grande progresso civile e sociale che ha accompagnato lo sviluppo industriale ed economico europeo. Un concetto che in pochi coltivano
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Incostituzionale il dimensionamento scolastico. La sentenza del 4 giugno 2012 lo boccia.

21 giugno 2012 presidio al ministero dell'istruzione

Le immagini del presidio al Ministero dell’istruzione del 21 giugno 2012

Bocciato dalla Corte Costituzionale il progetto dell’accorpamento delle Istituzioni scolastiche in istituti comprensivi “mostro” da 1000 e più studenti in un minestrone aziendalista fatto di materne, elementari e medie.
I vecchi e nuovi paladini dell’altrui meritocrazia ne avessero azzeccata una.
Ma tant’è che da noi leggi e sentenze non sono uguali per tutti, e su questa constatazione, dopo gli iniziali “oibò”, ministro e ministero si apprestano ad infischiarsene della sentenza contando sull’indifferenza generale.

Dirigenti scolastici in bocca al lupo.

Di seguito il comunicato stampa del Coordinamento Scuole Elementari di Roma

COMUNICATO STAMPA

Alcune considerazioni e chiarimenti doverosi in merito al Dimensionamento Scolastico
previsto dalla L.111/2011 e attuato dalle Regioni per competenza.

La sentenza della Corte Costituzionale n.147 del 04/06/2012 ha esplicitato molto chiaramente che il comma 4 dell’art. 19 della L.111/2011 è anticostituzionale perché non poteva intervenire su temi quali l’accorpamento delle Istituzioni scolastiche, al fine di ridurre la spesa pubblica, senza tener conto della competenza delle Regioni e delle disposizioni già stabilite dal D.P.R. 233/98 a cui le stesse dovevano/potevano attenersi nel predisporre i piani di dimensionamento scolastico.
Praticamente lo Stato non poteva “ordinare” alle Regioni di predisporre un dimensionamento scolastico sulla rigidità del numero minimo di alunni (1.000) e la conseguente “scomparsa” delle scuole d’infanzia, primarie, secondarie di I grado mediante la costituzione degli Istituti Comprensivi.
La Corte Costituzionale stabilisce che il numero degli alunni a cui le Regioni possono attenersi è quello indicato dal D.P.R. 233/1998 che testualmente recita […] gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione consolidata e prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni […] e non quello previsto dalla L.111/2011 che, invece, perentoriamente recita […] la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado, gli istituti comprensivi per acquisire l’autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni […].
Il sistema utilizzato da alcune Regioni, che ha considerato la media regionale di 1000 alunni per Istituto, non ha fatto altro che applicare la legge 111/2011 in modo peggiorativo (vedi Regione Lazio) contribuendo alla creazione di “mostri aziendali”, e non scuole, con un numero di alunni, per alcuni dei nuovi Istituti Comprensivi, superiore ai 1500.
Insomma, non si possono sopprimere delle Istituzioni Scolastiche già autonome aggregandole, per legge, in Istituti comprensivi, senza tener conto del numero degli alunni e delle realtà territoriali.

Proviamo a soffermarci sulle possibili soluzioni e ripercussioni, con il palese intento di “smentire” ancora una volta chi, attraverso i mass media “agita” lo scenario che, se si applicasse la sentenza della Corte Costituzionale, l’anno scolastico 2012/13 sarebbe a rischio. Sicuramente non è così.
Anzi sarebbe esattamente il contrario, e lo dimostriamo.

Soluzioni che potrebbero essere immediatamente attuate in base alla sentenza n. 147/2012 della Corte Costituzionale:
1) annullamento dei decreti che hanno individuato i docenti soprannumerari per l’a.s. 2012/13;
2) annullamento dei risultati e riapertura dei termini per le domande di trasferimento volontario dei docenti;
3) rideterminazione degli organici di diritto.
Considerato che le suddette operazioni sono on-line e possono essere portate a temine ragionevolmente in 20 giorni, non ci sarebbero problemi per l’inizio dell’anno scolastico 2012/13 e delle lezioni.

Ripercussioni negative (anche in termini di risorse finanziarie) sul regolare avvio e proseguimento dell’anno scolastico 2012/13 se il dimensionamento scolastico venisse attuato, non tenendo in considerazione la sentenza della Corte Costituzionale, a causa di alcune operazioni organizzative/ amministrative/contabili obbligatorie:

  • richiesta nuovo codice fiscale della scuola;
  • chiusura al 31 agosto dei conti correnti bancari e postali
  • apertura di nuovi conti correnti bancari e postali con la nuova denominazione della scuola e nuovo codice fiscale;
  • comunicazione dei nuovi codici fiscali e conti correnti a tutti i debitori e creditori (miur, regione, provincia, comune, ecc.);
  • cambio password per denuncia mensile dei contributi all’INPS e all’INPDAP;
  • conto consuntivo al 31 agosto di tutte le scuole soppresse;
  • programma annuale (ex bilancio preventivo) dal 01/09 al 31/12;
  • nuove elezioni Consigli di Istituto;
  • nuove elezioni R.S.U.
    Ai più le suddette operazioni potrebbero sembrare dei semplici atti burocratici che possono essere risolti in breve tempo, senza ripercussioni negative sul regolare svolgimento dell’anno scolastico e delle lezioni. Non è così, perché per almeno 2 mesi (ad essere ottimisti) tutte le attività come, retribuzioni supplenti (si nomineranno?), versamento contributi, incassi debitori, pagamento creditori, sarebbero bloccate per espletare tali obbligatorie operazioni. Inoltre, i costi non sarebbero indifferenti per:
  • giornate di lavoro che verrebbero impiegate/perse dal personale A.T.A. e dai Dirigenti Scolastici per l’espletamento dei suddetti atti amministrativi obbligatori, invece di essere dedicate alla normale attività organizzativa/amministrativa/contabile/didattica;
  • giornate necessarie per le elezioni dei Consigli di Istituto con relativi prevedibili costi per la sostituzione e per il recupero del personale facente parte delle Commissioni Elettorali e di quello in servizio ai seggi; giornate necessarie per le elezioni delle R.S.U. di Istituto con relativi prevedibili costi per la sostituzione e per il recupero del personale facente parte delle Commissioni Elettorali e di quello in servizio ai seggi.

Alla luce della sentenza n. 147/2012 e per le suddette considerazioni, si ritiene necessaria la cancellazione/ritiro della delibera regionale (Lazio) n. 42 del 03/02/2012 e del decreto n. 22 del 21/ 02/2012 dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio sul dimensionamento scolastico.

Coordinamento Scuole Elementari di Roma
www.coselementariroma.it


Classi pollaio? Denunciamole.

Lunedì 12 settembre, primo giorno del nuovo anno scolastico 2011/12, in un’intervista rilasciata a Mattino 5 la ministra Gelmini dichiara: “‘‘Le classi con più di 30 alunni sono lo 0,6%”.
Un po’ come dire che solo lo 0,6 % dei nostri bambini quotidianamente torturati rischiano l’asfissia da sovraffollamento.
La ministra, se non vuole risultare goffa e ridicola come di consueto, dovrebbe comunicarci dati seri. Ovvero quante classi da 30 (visto che ci ha fornito solo il dato sottostimato sulle classi con più di 30 bambimi), quante classi da 29, quante classi da 28, quante classi da 27, quante classi da 26 bambini. Per non parlare delle classi con bimbi portatori di handicap dove la soglia massima si abbassa ulteriormente.
Esistono delle norme* che regolano la capienza massima delle classi alle quali alcune recenti sentenze di TAR regionali impongono la non derogabilità. Ma queste sentenze come anche le norme la ministra Gelmini le ignora o fa finta di ignorarle.
Pertanto invitiamo tutti a vigilare sulle reali condizioni di capienza delle classi e laddove sussistano condizioni fuori norma intraprendere i necessari passi.
Ricordiamo che di eventuali casi non a norma di legge risponderanno penalmente i dirigenti scolastici.

Ascolta l’audio qui sotto

*D.M. 26.8.1992 – norma di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica, sancisce il numero massimo di alunni per classe: 25 bambini più l’insegnante o 24 bambini nel caso di due insegnanti.
Inoltre il D.M. 18.12.1975 “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica” prevede, per garantire condizioni igieniche e sanitarie compatibili con l’attività didattica, i seguenti standard minimi di superficie:

  • scuola dell’infanzia – mq/alunno 1,80
  • scuola primaria – mq/alunno 1,80
  • scuola secondaria 1° grado – mq/alunno 1,80
  • scuola secondaria 2° grado – mq/alunno 1,96

L’altezza dei soffitti delle aule, inoltre, non può essere inferiore a 3 metri. Una classe di scuola dell’infanzia, primaria e media con 26 persone, di conseguenza, dovrebbe avere una superficie di mq 46,80.

Scarica il vademecum realizzato da RETESCUOLE


La protesta non va in vacanza

Mercoledì 6 luglio nuovo presidio al Ministero dell’Istruzione

in viale Trastevere 76 – Roma

ore 17.00

Il presidio a Roma al Ministero dell'istruzione del 6 luglio 2011

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VEDERLE TUTTE

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento delle Scuole Elementari di Roma ha indetto un nuovo presidio di genitori, insegnati, bambini e cittadini

Queste le ragioni:

Sono più  di due mesi che stiamo aspettando una risposta formale e definitiva che i dirigenti del MIUR si erano impegnati a dare, nei tempi brevi, alle nostre richieste che erano e restano:

  • Ripristino dei 111 posti di classi a Tempo Pieno tagliate a Roma. Si tratta di 111 Classi già funzionati e consolidate a Tempo Pieno negli anni precedenti.
  • Rispetto dei diritto dei bambini portatori di Handicap sia ad un numero adeguato di insegnanti di sostegno (dimezzati rispetto all’anno precedente), sia al limite massimo di 20 alunni nelle classi di cui fanno parte.
  • Realizzazione di 52 nuove classi prime a Tempo Pieno richiesta dai genitori per il prossimo anno scolastico.
  • Ripristino delle classi che sono state accorpate ledendo la continuità didattica con gli insegnanti e con il gruppo classe.
  • Ripristino della sicurezza abbassando il numero degli alunni nelle aule in cui vi sono 28/30 bambini, numeri eccedenti la normativa relativa alla sicurezza e ad una sana didattica.
  • Ripristino dei posti di insegnamento della Lingua Inglese, 450 posti soppressi solo quest’anno.

Tutte queste richieste non sono altro che il ripristino della legalità  che sancisce i diritti dei bambini , della loro salute, della loro sicurezza.

INOLTRE IL PRESIDIO SARA’ UNA PRIMA PROTESTA CONTRO IL TESTO DEL GOVERNO PER LEGGE FINAZIARIA CHE STA PER INIZIARE IL SUO ITER PARLAMENTARE

  • Ancora una volta si cerca di fare cassa negando i diritti dei bambini disabili: ben 6 commi dell’articolo 7 sono destinati a tagliare le risorse loro destinate ed a manipolare un sistema di accoglienza e integrazione che costituiscono ancora un esempio di cultura civile irrinunciabile.
  • Ancora una volta, senza un rigo di motivazione, si mettono in opera trasformazioni dell’impianto pedagogico per creare le premesse di nuovi tagli alla scuola pubblica e nuove privatizzazioni.
  • Ancora una volta si cerca di aggirare e negare il dettato costituzionale “La Repubblica …istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.” In tutto il territorio nazionale (art.33, c.2). Elevando il numero degli alunni necessari per costituire una scuola si costringono milioni di studenti e alunni al pendolarismo, si privano migliaia di comuni di un presidio culturale e sociale, si impoverisce il territorio, si rende la scuola sempre più nemica di studenti e genitori, si accrescono le spese di trasporto a carico delle amministrazioni locali.
  • Ancora una volta si ampliano le scuole rendendole sempre meno adatte alle necessità specifiche degli studenti/alunni ed alle caratteristiche che dovrebbe avere ogni ordine ed indirizzo scolastico….sempre più parcheggi anziché le istituzioni educative che dovrebbero essere.
  • Ancora una volta si impedisce l’assunzione a Tempo Indeterminato di decine di migliaia di insegnanti ed ATA precari, che nella loro condizione rendono precaria la scuola per studenti ed alunni.

Bambini, Genitori, Insegnanti e A.T.A. di Roma non sono né rassegnati né domati e riprenderanno le lotte anche prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. 

Per eventuali contatti: cell. 3466797204  – tel. 06 58320143

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Clicca sull’anteprima per leggere l’articolo di Repubblica del 30 giugno sul futuro della scuola pubblica secondo la prossima manovra finanziaria

l'articolo di repuubblica sul futuro della scuola pubblica


La scuola è come l’acqua o l’aria, un bene comune.
Deve rimanere pubblica e di qualità.

Chi vuole una scuola diversa, imbottigliata e preconfezionata se la paghi di tasca propria.
Dopo i Si ai referendum diciamo NO all’impoverimento della scuola pubblica.

Tutti a cena dalla Gelmini

Roma, 10 giugno 2011 sera

Dopo gli scioperi della fame in difesa della scuola pubblica ed al termine del presidio permanente di tre giorni del 8/9 e 10 giugno 2011, si tenta con l’amatriciana sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione.

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Tutti a cena dal ministro Gelmini

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Occupato l’istituto Comprensivo Via dell’Archeologia

Roma, 20 maggio 2011

Il coordinamento dei genitori dell’istituto Comprensivo Via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca nel  VIII Municipio di Roma dichiarano l’occupazione dell’istituto.

Ecco il comunicato stampa.

CONTRO I TAGLI, ANCORA UNA VOLTA DOBBIAMO LOTTARE PER AVERE UNA SCUOLA CHE FUNZIONI 

I genitori e i docenti dell’Istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma, Tor Bella Monaca – VIII Municipio di Roma, denunciano che anche quest’anno sulla scuola si sta abbattendo la scure dei tagli.

Per il prossimo anno scolastico infatti è previsto che:

  • Nell’organico della scuola primaria non saranno assegnati i 50 docenti necessari per coprire le 25 classi a Tempo Pieno, ma soltanto 49 docenti;
  • Sempre nella scuola primaria, non sarà assegnato nessun docente per l’insegnamento della lingua inglese (specialista).
  • Nella scuola dell’infanzia saranno attivate solo 4 sezioni di tempo pieno (40 ore) anziché 5 come da richiesta dei genitori.

Ancora una volta i tagli si abbattono indiscriminatamente sulle scuole italiane.

La mancata assegnazione di un docente di posto comune e di un docente specialista graveranno notevolmente sulla scuola primaria, ma soprattutto andranno ad aumentare i disagi già notevolmente presenti nella popolazione scolastica. 

La nostra scuola da anni è inserita NON A CASO nel progetto “Area a rischio”.

Necessita perciò  di particolare attenzione da parte delle istituzioni. 

Purtroppo molti bambini hanno nella loro vita poche figure stabili.

Con la situazione che si verrà a verificare il prossimo anno, anche la scuola che per molti di loro rappresenta uno dei pochi luoghi sicuri e stabili, diverrà anch’essa un esempio di instabilità e caos

La scuola di Via Archeologia, che in questo territorio ha sempre rivestito un ruolo determinante nella formazione dei giovani e spesso anche delle loro famiglie, perderà la fondamentale funzione di riferimento che faticosamente ha costruito nel corso degli anni. 

Non a caso le famiglie scelgono per i propri figli il Tempo Pieno, sia nella scuola Primaria che in quella dell’Infanzia. 

Un TEMPO PIENO VERO: con DUE docenti che si alternano tra la mattina e il pomeriggio; con la promozione delle attività legate alle varie discipline ma anche con molte e variegate attività di recupero e di approfondimento. 

Con l’organico previsto, INVECE, il prossimo anno avremo la scomparsa di molte fondamentali attività e in alcune classi, dovranno ruotare cinque o sei insegnanti la cui alternanza andrebbe ad alimentare il disorientamento che già caratterizza numerose situazioni socio-familiari. 

A fronte di tali problemi per ben tre volte negli scorsi anni i genitori di Tor Bella Monaca, pur di non rinunciare all’opportunità del Tempo Pieno e ad una scuola di qualità,  hanno occupato la scuola e protestato civilmente. 

PER GLI STESSI MOTIVI DA OGGI I GENITORI E GLI INSEGNANTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO VIA DELL’ARCHEOLOGIA PRESIDIANO LA LORO SCUOLA OCCUPANDONE GLI SPAZI. 

La PREsidio/OCCUPAZIONE

inizia dalle 17,30 del giorno 20 Maggio 2011 e si protrarrà nei giorni successivi fino a che l’assemblea lo riterrà opportuno. Durante le assemblee, a cui sono stati invitatele forze politiche e sociali del territorio, saranno individuate altre iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione

PER CHIEDERE: 

STESSE OPPORTUNITA’ PER TUTTE LE BAMBINE E I BAMBINI

E LA SALVAGUARDIA DEL LORO DIRITTO ALLO STUDIO 

Coordinamento genitori- insegnanti istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma

Contatti: 3333335410     3397377068


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