Scavare nella Storia o semplicemente scavare?

Di Renata Puleo

Il Corriere della Sera pubblica da qualche tempo un inserto intitolato “Buone notizie”. Nelle intenzioni dei curatori si tratta di selezionare fatti ed eventi che rappresentano un voce di speranza per i nostri travagliati paese e epoca storica. Il 14 novembre una delle buone novelle riguardava un progetto di eccellenza nelle pratiche di alternanza scuola-lavoro: “Studenti con il casco. L’Alternanza è scavare nella storia”. L’occhiello metteva a fuoco che i ragazzi del Liceo “Platone”di Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, lavoravano agli scavi in prossimità del teatro greco, invece di pulire cozze come i compagni di Messina1. Dopo averci spiegato a quale storia antica appartiene il sito archeologico in cui lavora (davvero!) un gruppo di archeologi di Varsavia, il giornalista affabulatore di turno, scriveva alcune chicche (talvolta a effetto comico) che provo a commentare in controcanto2.

<<Sono giornate spettacolari!>> esclama Chiara […] distesi sul terreno con i loro caschetti gialli, intenti a scoprire le pavimentazioni, a lavare cocci […] bacinelle di acque tiepida, spazzole e spugnette servono al lavaggio [dei reperti]”.

Effettivamente niente a che vedere con le bacinelle notoriamente luride in cui si lavano i mitili; non solo, prosegue la cronaca, i liceali possono “[dare] uno sguardo all’attività amministrativa, [curare] l’allestimento di una guida online [godere della] possibilità di esercitare l’inglese”

I ragazzi sono entusiasti? Beh, ci sarebbe da immaginarli tutti secchioni o poveri nerd, se preferissero affannarsi sui classici greci e latini invece di stare Continua a leggere


3.000 euro l’anno per uno studente che vuole lavorare

Il caporalato legale del governo Gentiloni

Alternanza Scuola Lavoro e legge di bilancio (1)

Si stenta a crederlo: uno studente potrà trovare lavoro nella ditta per la quale ha già fatto centinaia di lavoro gratis nell’ultimo triennio scolastico, se oltre essere stato ubbidiente, silenzioso e solerte, pagherà la “tangente” di 3.000 euro l’anno, nella modalità di una estorsione a beneficio dei padroni.

Non è una delle ormai centinaia di angherie che le aziende inventano per ricattare, sottomettere e sottopagare i giovani neo assunti. NO! È proprio lo stato che, nel Disegno Di Legge n. 2960, la le legge di Bilancio per il 2018, prevede all’articolo 16, comma 9: “I datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a tutele crescenti… studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola lavoro… (godranno) l’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per un importo pari a 3.000 euro su base annua…”.

Dopo i voucher il Governo Gentiloni rilancia la sua vocazione ad istituire il “Caporalato legale di stato”. Infatti i 3.000 euro di contributi l’anno che il giovane ex studente dovrà pagare per poter essere Continua a leggere


Vademecum per la lotta e il contrasto all’Alternanza Scuola Lavoro

 

Alternanza scuola lavoro Sta gradualmente evaporando il fascino esercitato dall’Alternanza Scuola Lavoro su genitori, studenti e non pochi insegnanti. Il solo “suono” della locuzione ha abbacinato molti che hanno creduto che già solo la presenza della parola lavoro costituisse un avvicinamento ad una realtà lavorativa oggi negata a milioni di giovani e adulti.
L’influenza magica della parola fa il paio con l’attribuzione “naturalistica-catastrofica” alla parola
crisi, proprio come se la crisi fosse un evento naturale sovrumano, come uno tsunami, un terremoto, che domina l’umanità senza potervi opporre alcun significativo cambiamento o prevenzione.
Ma proprio la realtà della disoccupazione chiarisce meglio di altri fenomeni che essa viene programmata e governata lucidamente affinché chi gestisce il potere possa non incontrare ostacoli nell’esercizio del dominio su uomini e donne resi merci privi di diritti. Anzi! La disoccupazione accresce il potere e la ricchezza di chi lo esercita e spesso annichilisce coloro che la disoccupazione la deve subire.
In questa fase in cui la crisi si manifesta con una sovrabbondanza di beni e merci nul
la è più evidente e criminale di chi riesce a governare perché soddisfazione di bisogni ed esercizio dei diritti e Continua a leggere


Alternanza Scuola Lavoro: CHE FARE?

IL CARATTERE DI OBBLIGATORIETA’ E LO SPAZIO DI CONTRAPPOSIZIONE
Renata Puleo

Bisogna partire dal contingente, dando risposte concrete a bisogni immediati e fare in modo che questi vengano percepiti e praticati appunto dentro un progetto più a lungo termine.
(Marta Fana)

PREMESSA

L’introduzione delle pratiche di alternanza fra scuola e lavoro (ASL) è una delle ricadute, forse la più contraddittoria e nefasta, operate dalla Legge 107/2015. Grande calderone di commi dentro un solo articolo, questa legge rappresenta lo strumento per radicali mutamenti del quadro legislativo e istituzionale che fa capo alla formazione delle creature piccole e dei giovani. Gli interventi sul lavoro (Jobs Act), le scelte governative e le posizioni sindacali sulla nuova composizione delle classi sociali e sui cambiamenti nel modo di produzione, in combinato con la Buona Scuola, hanno generato proprio per l’ASL “una girandola di leggi, accordi, intese, protocolli quasi sempre ispirati a ricette confindustriali che propongono facili scorciatoie dell’aziendalizzazione del nostro sistema di istruzione superiore” (Rossi- Caramia, 2017). Il disorientamento dei docenti, delle famiglie, degli studenti è stato e continua ad essere notevole. Se alcuni collegi docenti (pochi per la verità e in contesti italiani caratterizzati da forme di conflittualità “storiche”) hanno scelto di non progettare percorsi di ASL, altri hanno raccolto la preoccupazione di genitori e studenti in relazione agli effetti dell’obbligatorietà allo svolgimento del monte ore, come condizione per l’ammissione all’esame di diploma superiore.

Per provare a inserirsi nello spazio lasciato vuoto dalla normativa (le modalità di progettazione non sono specificate, semmai suggerite nella Guida, che per altro non rappresenta una norma), propongo in queste righe una strada che credo possa esser percorsa, almeno in attesa di altri eventi, non saprei quanto capaci di cambiare la Continua a leggere


Per continuare a dire NO!

Note intorno a una iniziativa che vuole rilanciare dal basso forme di resistenza alla valutazione standardizzata.

di Renata Puleo

Il 20 ottobre, presso la sede dell’associazione Anicia, abbiamo avviato l’iniziativa “Entriamo nel merito”. Lo scopo è creare gruppi territoriali di docenti e studenti che ragionino sulla valutazione cosiddetta oggettiva che, di fatto, sottrae i processi valutativi di tipo formativo e sommativo agli insegnanti. Nell’ottica della formazione di capitale umano ad uso del mercato si sta assistendo alla marginalizzazione e alla svendita della scuola pubblica. Ragionare dal basso, facendo emergere le idee sulla valutazione che dirigono l’azione quotidiana dei docenti di ogni ordine e grado, è lo scopo che ci proponiamo Mario, Riccardo e io (e, come abbiamo constatato, anche altre e altri) come “levatrici” di un pensiero e di una pratica sull’oggetto “valutazione degli apprendimenti”.

Su questa pagina abbiamo pubblicato l’invito all’iniziativa, a cui rimando, con tre nuvolette introduttive e la nostra proposta di “inchiesta”. Le ripercorro sinteticamente.

1. Sulla supposta oggettività. L’esempio della semiotica medica e dei percorsi di umanizzazione della medicina costituiscono un esempio tipico della domanda relativa all’oggettività/soggettività delle attività di indagine, di diagnosi, di prognosi. Operazioni che smontano il “pregiudizio” sulla scientificità inoppugnabile del sapere medico e della lettura oggettiva dei suoi protocolli: qualsiasi comportamento umano è complesso, mutevole nel tempo e Continua a leggere


Gli USA alla conquista del sistema scolastico Finlandese

Preso atto delle fallimentari spedizioni militari degli ultimi 40 anni, il governo USA decide di pensionare i suoi generali incaricando il regista Michael Moore di pianificare le future invasioni di paesi esteri con lo scopo di rubare, al posto del petrolio, le migliori idee in circolazione per trapiantare in patria.

Dopo aver invaso Italia e Francia, per rubare alla prima la bizzarra idea delle ferie dei lavoratori e alla seconda il sistema di refezione scolastica che esclude dalla dieta la coca cola e le patatine fritte, il regista documentarista parte in treno all’assalto di quello che viene universalmente considerato come uno tra i migliori sistemi scolastici del mondo, quello finlandese.

Ecco il terzo episodio tratto da Where to invade next con cui il bravo regista ci introduce alla scoperta di questo oggetto misterioso svelato dalla viva voce dei protagonisti. E lo fa con l’acume che contraddistingue tutti i suoi film.

BUONA VISIONE

P.s.: Consigliamo la visione del film completo.
WHERE TO INVADE NEXT


L’alternanza scuola lavoro non è emendabile va semplicemente cancellata

Alternanza scuola lavoroNon sono pochi i genitori e gli insegnanti che pensano: “Alternanza Scuola Lavoro, ottima idea!! Peccato che viene realizzata male! Basterebbe un po’ più di impegno del Ministero, qualche programmazione ben fatta dalla scuola, tutor preparati ad hoc, un po’ di finanziamenti in più…” e via mugugnando.
Le nostre idee sono nettamente diverse:
1) La preparazione degli studenti alla futura, ed eventuale, vita lavorativa non ha proprio bisogno di nessuna formazione professionale. È invece indispensabile avere una preparazione di base, una cultura generale che renda possibile un futuro adattamento a lavori e funzioni future che, onestamente, oggi non sono neppure immaginabili.
2) Lo stato non può e non deve farsi carico di una formazione professionale che non potrà che avvenire sui posti di lavoro a partire da una cultura di base vasta e approfondita che la rende possibile ed efficace. D’altronde la nostra Costituzione proprio questo aveva previsto che la formazione professionale, organizzata localmente fosse successiva l’obbligo scolastico e in nessun caso sostitutiva.
3) Il livello di cialtroneria, approssimazione e improvvisazione con cui è stato predisposta la normativa e la successiva realizzazione dell’esperienza non può essere imputato ad un caso o ad un errore da rimediare. Don Milani avrebbe detto che pensare ciò dell’Alternanza Scuola Lavoro sarebbe come pensare che Continua a leggere