Storie di straordinaria insipienza Invalsi

 I quiz INVALSI uno ad uno

InvasiIl Dott. Ricci, direttore delle ricerche INVALSI, si è lamentato, in occasioni pubbliche, perché qualcuno osa definire quiz le prove somministrate a milioni di bambini e ragazzi delle scuole italiane. Per una volta conveniamo con il dott. Ricci: i quiz delle pubblicazioni enigmistiche o delle trasmissioni televisive sono cosa ben più seria e “falsificabile” scientificamente delle vergogne prodotte e rifilate agli studenti ormai da anni.

Avremmo voluto realizzare una rassegna completa dei quiz somministrati a bambini di seconda elementare a maggio delle scorso anno. Ma la molteplicità degli errori, papere, sbagli, strafalcioni inseriti dall’INVASI nelle prove, la loro varietà e la diversità delle forme, rendono il compito improbo. Abbiamo, quindi, ripiegato sull’esame ed esposizione di una prova per volta.

In altra occasione abbiamo già presentato la prima domanda (A1) proposta dal fascicolo. Quella che intendiamo analizzare qui è il “quesito” B 15, sempre relativo alla “PROVA DI ITALIANO – Scuola primaria – Classe Seconda Anno Scolastico2015-2016”. Tralasciamo le considerazioni generali già esposte e veniamo alla prova. Questa che segue è estratta dal fascicolo. Provate a Continua a leggere


La curva di Gauss e l’INVALSI: come schiacciare sulla media standard tutte le differenze

Renata Puleo, Gruppo NoINVALSI – Roma

All’Italia serve una buona scuola […] l’istruzione è l’unica soluzione strutturale alla disoccupazione […] dare al paese una buona scuola significa dotarlo di un meccanismo permanente di innovazione, sviluppo, e qualità della democrazia […] pronti a rifare l’Italia, cambiare l’Europa, affrontare il mondo. […] non c’è autonomia senza responsabilità. E non c’è responsabilità senza valutazione. […] ogni scuola deve poter schierare la miglior squadra possibile.”

La Buona Scuola, 03/09/2014

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Premessa

La Buona Scuola ha il suo manifesto culturale e politico nel testo liquidato nel settembre 2014 e consegnato “alla più grande consultazione – trasparente, diffusa, online e offline – che l’Italia abbia mai conosciuto finora” (sic). Quella che lì si delinea è la conclusione di un processo iniziato alla fine degli anni ’90 quando il riformismo socialdemocratico e quello di destra hanno iniziato la sistematica distruzione della scuola pubblica, il cui esito è ora la definitiva liquidazione a cura della sinistra quarantenne. Il cambiamento culturale in atto rappresenta una mutazione antropologica che disegna un nuovo modo di vivere la socialità, la formazione, il lavoro: una nuova forma di vita regolata sul paradigma neoliberale.

Una forma di vita è una vita inseparabile dalla sua forma, dal sistema di regole che la istruisce, che la condiziona, è una vita adattata, è adesione acritica, rassegnata, ottusa, ad un ambiente, non a un Mondo. Dove per Mondo intendiamo lo scambio relazionale continuo fra soggetti, interazione linguistica, fluire di energie fra i corpi. Una regola, per contro, modula come nelle prescrizioni monastiche, ogni momento della giornata di chi vi aderisce (G. Agamben, 2013). La creazione di un tipo umano, che è conseguenza del rispetto della regola, produce un paradosso: unicità e Continua a leggere


Che vuoi che sia? C’è ben altro…

Sciopero scuola maggio 2017A proposito dei Decreti attuativi della legge 107 (la buona scuola “renzista”)

Sono trascorsi dieci giorni da che il Consiglio dei Ministri ha approvato i testi dei decreti delegati che dettano le modalità di attuazione della legge 107 del 2015, per otto materie più la eventuale redazione di un testo unico. Ma ancora non sono disponibili i testi definitivi.

E’ sicuramente un ritardo inquietante. Ricordiamo ai nostri lettori che ci troviamo nella zona mefitica degli atti aventi valore di legge, quella nei quali navigano tutti i governi degli ultimi venti anni e che stanno sostituendosi al potere legislativo del Parlamento con le motivazioni più improbabili.

Quindi non solo è legittimo ma è anche doveroso chiedersi che inciuci, e chi, con chi, è impegnato il Governo a impastare, se i decreti varati non vengono ancora pubblicati.

Il senatore Bocchino e altri di Sinistra Italiana (nuova compagine a sinistra del PD??? ennesimo pasticcio federativo fra transfughi senza rotta???) dichiarano di aver presentato in Commissione un testo di minoranza contro le deleghe e di volere “aprire alle lotte”. Lotte che, se il senatore non ha perso la memoria, sono iniziate da Continua a leggere


Con, cum e coo: le vicende di una preposizione. Come le parole diventano cattiva ideologia

Renata Puleo, NoINVALSICompetenze

Intervenendo al seminario organizzato dalla Flc-Cgil, svoltosi a Enna il 5 aprile, Valentina Chinnici, membro della Segreteria Nazionale del CIDI, ci ha fornito la sua versione dell’etimologia della parola competenza, oggi sempre usata al plurale e diventata, nella pluralità ambigua delle conoscenze, un nuovo dogma a sostegno de La Buona Scuola.

Secondo la professoressa, se leggessimo bene le fonti classiche, troveremo che competenza, competere et similia, grazie alla preposizione con ( il cum latino) che fa da prefisso, rimandano all’azione dell’ “operare insieme”. Il verbo latino pĕtere esprime una richiesta (come effettivamente è attestato dai suoi derivati nelle lingue romanze) rivolta all’Altro, facendo slittare il significato verso quello di un’attività dedicata a spendere i propri saperi con e per gli altri.

Ora, nella mia relazione (sui due atti legislativi delegati 378 e 384, inclusione e valutazione) allo stesso seminario, avevo sottolineato come competenza, soprattutto quando declinata al plurale, appartenga alla stessa Continua a leggere


Il Feticcio dei numeri e il Totem OCSE

Le bufale dell'OCSENon è la prima volta che il feticcio dei numeri fa le sue vittime, ma di rado arriva con tanto clamore e suscita, speriamo, tanta vergogna. Non vogliamo però perdere l’occasione per ricordare ai nostri lettori che il feticcio dei numeri è il paravento che serve a perpetuare pratiche di falsificazione permanente della realtà. Basta presentare un fascio di fogli riempiti di tabelle percentuali, ascisse ordinate, grafici e, quasi sempre, le capacità critiche e lo stesso “senso critico comune” esercitati per anni nei più svariati campi, ahimè anche quello della ricerca, battono in ritirata, o subiscono un ottundimento letale.

Quando poi, come in questo caso, al Feticcio dei numeri si aggiunge il totem delle fonti accreditate, il patatrac è compiuto e irreversibile. Il Totem che nessuno riesce a mettere in discussione di cui parliamo è l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)(1). “Basta la parola” per provocare l’ottundimento totale: nessuno che si domandi quale sia lo scioglimento dell’acronimo. Se a qualcuno capita che ci sbatta il muso, mai che si ponga la domanda: ma che c’azzecca con la rilevazione oggettiva e standardizzata degli apprendimenti, con i test con cui vengono Continua a leggere


Alternanza Scuola Lavoro, in arrivo (altri) 140 milioni

FAI GIORNATA DI PRIMAVERA 26 MARZO 2017 Roma  – Palazzo Baldassini via delle Coppelle

alternanaza-scuola-lavoroOre 11 dopo circa ½ ora di fila tormentata da più volontari del FAI che invitano i visitatori in attesa a fare la tessera FAI, 39 euro se singoli, 70 euro se in coppia, per superare tutta la fila ed entrare prima degli altri. È il momento di entrare, sull’ingresso ci accoglie gentilmente la guida con un vistoso cartellino sulla camicetta “VOLONTARIA”, che ci conduce alla prima tappa, uno splendido salone attrezzato a biblioteca con le pareti tappezzate di librerie, La porta del salone è stata aperta da pochi istanti dall’interno, la guida ci invita a sedere su comode ed eleganti poltroncine.

A fianco delle ante del portone restano in piedi due giovanissime hostess in elegante tailleur blu scuro e camicetta bianca. Sul bavero una coccarda bianco/rosa che ricorda il 25° anniversario del Fai.

La guida ci intrattiene una ventina di minuti con l’interessante racconto della biografia del giurista Melchiorre Baldassini che nei primi anni del 1500 commissionò agli architetti più importanti dell’epoca la progettazione e la costruzione del palazzo.

Il discorso della Guida spazia dall’originale funzione della via alle sue successive trasformazioni, ai cambiamenti dei nomi legati alle funzioni, alle caratteristiche degli artigiani che le popolavano. La Roma del 500 con i primi Continua a leggere


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