Genitori attivi e diffusi

Un imponente signore si avvicina ai genitori di una scuola di Roma, la Giacomo Leopardi, convocati per una riunione pomeridiana, gentilmente offre ai genitori (mamme soprattutto) un articolato volantino zeppo di informazioni sulla scuola dei loro figli in cui stanno entrando. Informazioni di cui, la maggior parte di loro, sono completamente all’oscuro.
Nella succursale della stessa scuola, a qualche chilometro dalla prima, una composta signora sta distribuendo lo stesso volantino a genitori altrettanto stupiti e ignari. La portiera della scuola è del tutto spiazzata da questo atteggiamento di partecipazione, responsabilità e socialità e si sente in dovere di dire qualcosa.
Farfuglia di una qualche autorizzazione che chiede alla signora che sta volantinando, la signora senza scomporsi, dignitosamente risponde che, per esprimere e diffondere le proprie idee, nel nostro paese non serve alcuna autorizzazione.
Il volantino è firmato ”GENITORE ATTIVO”, esattamente come il nome con cui è conosciuto e riconosciuto il blog sul quale state leggendo. Naturalmente la vicenda ci entusiasma perché, senza entrare nel merito dei fatti denunciati di cui non sappiamo di più di quello che possiamo leggere nel volantino, constatiamo che ci sono tanti genitori che rifiutano di sottostare a quanti ci vorrebbero cloroformizzati e passivi rispetto alle derive autoritarie e acefale che molti dirigenti scolastici stanno imponendo a scuole, studenti, genitori e Continua a leggere


Perché la valutazione standardizzata – e oltre… – piace agli economisti

di Renata Puleo

Padova, 10 novembre 2018

Il realismo capitalista di cui scrisse Mark Fisher, è legato alla convinzione che il processo di soggettivizzazione necessario alla produzione di capitale umano, passi attraverso la formazione ricorrente, alternante (teniamo presente questo aggettivo, Gigi Rossi ha parlato di cosa può voler dire in ambito di istruzione), per tutta la vita. Anche Michael Young ne descrisse gli effetti che collocò – a differenza di Fisher – in un grigio fanta-futuro, sempre britannico.

Per procedere da un traguardo all’altro occorre essere valutati, passati attraverso parametri di misura che rendano oggettive le prestazioni, fisiche, intellettuali. Ad ogni step si consegue un temporaneo stato (occupati, inoccupati, disoccupati: non importa, si resta a disposizione comunque di quel che c’è sul mercato della domanda) stato che presto si usura, e si tenta l’acquisizione di un diversa, non necessariamente migliore, posizione. La valutazione può inchiodare o far avanzare, o semplicemente rendere precari, in Continua a leggere


Alternanza Scuola Lavoro. Gli studenti del Mossa a Quirra studiano le intercettazioni aeree

È già una vergona così com’è stata progettata. Ma ogni schifezza è già predisposta agli eccessi incontrollati di chi è protagonista della sua messa in opera.
Ci auguriamo, come membri del gruppo NoINVALSI, di poter partecipare felici al suo possibile funerale.

Fortunato e Piero del gruppo NoINVALSI – Roma

Da www.linkoristano.it

Gli studenti del Mossa a Quirra studiano le intercettazioni aeree


Esperienza di alternanza scuola – lavoro nel poligono di Perdasdefogu

Addestrati quasi come soldati per l’intercettazione di un bersaglio. È la particolare esperienza vissuta, tra tante altre, da 23 alunni delle classi 5° del corso Trasporti e Logistica articolazione Conduzione del mezzo aereo dell’Istituto Tecnico “Lorenzo Mossa” di Oristano, impegnati in un percorso di Alternanza Scuola – Lavoro al Poligono sperimentale e di addestramento interforze di salto di Quirra a Perdasdefogu.
“Gli alunni”, spiega la dirigente dell’Istituto Marilina Meloni, “hanno potuto rafforzare le proprie conoscenze e acquisire abilità, nonché orientarsi verso le future scelte lavorative, affrontando svariati ambiti disciplinari, dalla sicurezza sul lavoro al Controllo Spazio Aerei; Sicurezza volo; Radioassistenza e Radar; Informatica; Reti e Telecomunicazioni; Meteorologia; Pubblica Informazione e Comunicazione; Topografia; primo Soccorso; Procedure antincendio e soccorso”.

“Tutto questo”, commenta ancora la dirigente, “in un clima di grande accoglienza da parte del comandante Giorgio Francesco Russo del PISQ e di tutto il personale in forza presso la base, che hanno ben accolto gli alunni e le professoresse Tanina Morreale e Rosaria Caruso, che li hanno accompagnati, organizzando nei minimi dettagli le attività che hanno favorito inoltre le competenze di adattarsi ad ambienti nuovi e concentrarsi sulle cose da fare”.

Lunedì, 5 novembre 2018


A cosa serve valutare?

Il 20 ottobre 2018 si è svolto a Roma il convegno organizzato da Sinistra Europea centrato sul tema della scuola e nello specifico della valutazione. In attesa degli atti (anche in lingua inglese e francese) pubblichiamo le tre relazioni di Riccardo Baldissone, Mario Sanguinetti e la mia. Quella del professore belga Nico Hirtt sarà inclusa negli atti ufficiali a cura di SE. Così gli altri contributi dal tavolo e dalla sala.

Ilconvegno aveva come scopo la presentazione del nostro lavoro, qui a Roma, e come esito l’Inchiesta formulata dal Gruppo NoINVALSI sulle pratiche di valutazione messe in campo dai docenti nei diversi ordini di scuola. Esito provvisorio: le risposte serviranno a modificare e migliorare le domande rendendo più efficace anche la nostra prossima tornata di lavoro nelle scuole.

Renata Puleo, NoINVALSI, Roma

 

Renata Puleo

A cosa serve valutare? La valutazione fra competenze e competizione.

Il refuso contenuto nel titolo del mio intervento mi dà modo di aprire con una precisazione e con una digressione. La ripetizione della parola valutazione crea un interessante effetto di ridondanza. La parola valutare è sia un predicato (soggetti passivi e attivi), sia un verbo sostantivato il valutare. Una sorta di mot-valise dalle tante e mutevoli accezioni: messa valore fra Morale, etica ed economia. Una parola che attraversa processi di profanazione e di successiva sacralizzazione: dall’area dei significanti tipici dei linguaggi religiosi e etici al pragmatico mondo economico, dove entra a far Continua a leggere


L’alternanza scuola lavoro è finita in soffitta?

Un mistero da svelare

Una notizia che già era stata ampiamente diffusa e discussa, sembra che stia per avverarsi. In calce riportiamo la notizia pubblicata su Repubblica.it, è il testo del giornalista Salvo Intravaia, che risulta frequentemente essere molto bene informato. Abbiamo cercato di verificare sul testo del Disegno di legge di Bilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri ma non ancora trasmesso alle Camere del Parlamento.

Il testo che pubblichiamo qui sotto è datato 29 ottobre, è molto manomesso e anche pasticciato, il numero degli articoli è ancora mancante ma potrebbe essere il progenitore di quello che verrà trasmesso ufficialmente nei prossimi giorni a Senato e Camera dei Deputati. Se sarà così ancora una volta Salvo Intravaglia ci avrà azzeccato.

Per esprimere il nostro parere aspettiamo di conoscere il testo ufficiale, intanto segnaliamo una novità di cui non avevamo ancora avuto notizia: L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO È FINITA IN SOFFITTA!

Non si tratterebbe solo di un rinvio della presenza dell’Alternanza S.L. connessa con l’esame di stato (maturità) e di un solenne taglio agli orari. Ma si tratterebbe di destinare le ore residue ad altro scopo: i PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E PER L’ORIENTAMENTO.

Certo, se così dovesse essere, le cose si complicano. Alla sorpresa per la determinazione e la tempestività manifestata dal governo si intreccerebbe lo sconcerto per un’imposizione dall’alto ancora una Continua a leggere


Il nodo scorsoio dell’autonomia scolastica in sette temi

Di Renata Puleo

16 ottobre 2018 Liceo Tasso

Nell’ambito delle iniziative sull’Appello per la Scuola Pubblica, in svolgimento in questi giorni di fine ottobre in svariate città italiane, sotto l’egida della Associazione Scuola per la Repubblica, al Liceo Tasso di Roma sono intervenuta per conto del gruppo che lo ha redatto, di cui faccio parte. Crediamo che questo appello vada ancora messo al lavoro, fatto circolare e rielaborato nei contenuti dei suoi 7 temi. Crediamo sia importante soprattutto ora che il Governo smentisce quel che i partiti di maggioranza avevano promesso in campagna elettorale, l’abolizione della legge 107/2015.

Renata Puleo, NoINVALSI, Roma

Apro questo mio intervento con un’affermazione perentoria che spiega il titolo. Il processo denominato autonomia, avviato nella scuola italiana dalla fine degli anni ’90, partorito a sinistra e nutrito a destra, ha strangolato nel laccio delle politiche neoliberiste l’educazione, l’istruzione, la formazione. Su ciò che oggi è il modo di produzione neoliberista, sui rapporti sociali di produzione su cui si basa, sulla cultura che veicola, non posso soffermarmi ma, credo che – almeno come senso comune – esso sia noto a questa platea.

L’autonomia ha spento la ricerca, ovvero la pratica di un necessario tentennamento di fronte ai processi di veridizione (adesione alla Verità come orizzonte di senso, a senso unico, dominante) che sono in agguato ogni volta che una generazione di adulti educa, attraverso la trasmissione culturale, i suoi giovani, le sue creature piccole. Ricerca che dovrebbe costituire lo sfondo, il presupposto e lo scopo, dell’insegnamento, come esperienza condivisa, capace di indicare nel percorso soprattutto i sentieri laterali, di far intravedere la possibilità di attesi imprevisti.

L’autonomia è un insieme di pratiche arroganti e contraddittorie:

  1. da un lato, sembra un ancoraggio al contingente, l’attenzione da parte della scuola al contesto;

  2. dall’altro, è una livella capace di appiattire ogni originalità, grazie alle riforme istituzionali e alla pletora dei dispositivi che, suggeriti con quotidiana solerzia, sono diventati il Discorso Pedagogico-Didattico Unico.

Nulla di nemmeno simile ad un modo per legare buona teoria pedagogica e disciplinare a prassi intelligenti, capaci di far proprio il sempre particolare e irrepetibile momento della crescita corpo-mente, nell’alleanza fra generazioni. Finalità impossibile nel quadro ideologico della cosiddetta società della conoscenza, che si Continua a leggere


Appello per la scuola pubblica. Convegno nazionale.

SCARICA IL PROGRAMMA E CONDIVIDILO