Federmeccanica fa i soldi con l’alternanza scuola lavoro

Confindustria: il fiore all’occhiello

Confindustria e l'alternanza scuola lavoroDi cosa stiamo parlando

Nel corso della strada che porterà alla piena attuazione dell’Alternanza Scuola Lavoro la Confindustria ha indossato il vestito della festa e si è messa all’occhiello un fiore dall’odore stomachevole, quello del milione e 200mila euro che la Federmeccanica incasserà dalla stato per realizzare il progetto della formazione “on the job”, come lo chiama il Sole 24 Ore con l’intento di dare lustro ad una volgare e usuale forma di sfruttamento dei giovani a lavoro.

Il progetto che viene messo a punto nel mese di luglio, dopo aver firmato un protocollo con il MIUR alla fine di giugno, prenderà il via il prossimo anno scolastico coinvolgendo 104 imprese meccaniche e 50 scuole. Ma il progetto, a regime, prevede il coinvolgimento di 500 aziende e 5.000 studenti.

Partiamo dai soldi

Il Comma 39 della legge 107 * (la pessima scuola renzista) prevede la spesa per annua per la realizzazione dell’Alternanza Scuola Lavoro 100 milioni di euro l’anno. Il finanziamento complessivo, quindi sarebbe di 66,6 euro l’anno per ogni studente. Questo primo anno, se i dati sono quelli che pubblica la Confindustria sul suo quotidiano, il finanziamento di 1,2 milioni dovrebbero Continua a leggere


Rapporto di lavoro: altre questioni

la buona scuolaLeggo sulla newsletter di Orizzonte Scuola del 12 luglio¹ che è stata emanata la Direttiva n. 25/2016 che fornisce indicazioni per la valutazione del Dirigenti Scolastici (DDSS) raccogliendo la delega ex art 1 c 93 della legge 107/2015. Si tratta della riproposizione di quanto contenuto nel vecchio DLvo 30/03/2001 n 165. Dopo il decreto citato vennero effettuate le sperimentazioni SIVADIS (Sistema Valutazione Dirigenti Scolastici), dal 2003 al 2006. Il gioco, più linguistico che sostanziale, si basa oggi come allora, su due punti: 1. efficienza e efficacia (spesa per risultato); 2. valorizzazione delle risorse umane rispetto gli obiettivi da conseguirsi in osservanza del punto 1. Infatti, le funzioni ridisegnate dall’autonomia per la dirigenza pubblica sono relative soprattutto alla responsabilità dell’ufficio e alla relativa gestione delle risorse.
Come ho già avuto modo di ricordare da questo blog, l’associazione dei DDSS (ANP), lamentava già allora la scarsa incisività dei risultati della sperimentazione e l’assenza di una norma precisa sulla valutazione della dirigenza scolastica. Il DS Francesco Nuzzaci, anche questo è un commento che mi limito a richiamare, aveva sottolineato l’inattendibilità di quanto effettuato prima e successivamente all’approvazione del DLvo 27/10/2009 n 150, noto come legge-Brunetta, dal suo firmatario e convinto sostenitore. Sostegno, secondo Nuzzaci, rivelatosi inefficace proprio sul nodo a suo giudizio più interessante: la valutazione per l’individuazione del merito, a cui ancorare la premialità ed, eventualmente, le sanzioni. Come era chiaro nella vecchia norma, anche la legge 107 fa piovere a cascata la valutazione dei DDSS su quella dei docenti, sia con il sistema delle assunzioni e della mobilità in base al curriculum, sia mediante l’operazione in capo al nuovo Comitato di Valutazione, ridisegnato ad hoc.
La pervasività ossessiva del termine “sistema” applicato a qualsiasi dispositivo discendente da leggi, decreti, norme, regolamenti, direttive, dovrebbe suggerire ai loro estensori che, appunto, la figura del DS è inserita all’interno di Continua a leggere


Ma danno i numeri?? No, le lettere…

di Renata Puleo, Gruppo No INVALSI

“Misurare con un numero la gioia di apprendere di un bambino è come misurare il cielo con un righello”. Così la prosa da hashtag, come l’ha definita Alessandro Robecchi su Il Fatto Quotidiano di martedi 28 giugno, della responsabile-scuola del PD, Francesca Puglisi, purtroppo già nota per la retorica con cui sostiene il progetto di cancellazione della Scuola dell’Infanzia denominato “0-6”. Sui voti si era espresso, pagandone le conseguenze in termini disciplinari, il Maestro Manzi, con argomentazioni pedagogiche e didattiche di ben altro spessore. Ma tant’è, e mi chiedo se vale la pena occuparsi dell’ennesimo atto arrogante del Governo che vorrebbe abolire i voti numerici per sostituirli con le lettere. No, se non fosse il sintomo di un profondo malinteso sulla valutazione che da anni riempie di nefandezze la scuola, soprattutto quella del primo ciclo.

Provo ad elencare alcuni aspetti che il progetto mette in luce, non tutti criticabili sullo stesso piano logico, non necessariamente da disporre nell’ordine in cui li enumero, ma evidentemente fra loro collegati da uno stesso paradigma.

  1. Le deleghe previste dall’unico mostruoso articolo che costituisce la legge 107/15 sono davvero tante e coprono un arco così vasto di questioni per cui l’intero corpo legislativo di fatto passa di mano, dal Parlamento al Governo; di nessuna questione si discute in aula o nel paese, tutto viene deciso in forma di decreto, anche una questione come quella del sistema di misura delle prestazioni scolastiche, squisitamente legata a tutto un complesso sistema di insegnamento-apprendimento.

  2. La valutazione come insieme di atti di giudizio mediante criterio viene ormai da oltre un decennio monopolizzata dagli enti valutatori, nazionali (INVALSI e ANVUR per l’Università) e internazionali; del resto è

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Alternanza scuola lavoro. Ecco i “benefattori” che accoglieranno i nostri studenti

lavoro infantilePremessa
Nella legislazione, nella normativa, le imprese hanno assunto da tempo il ruolo di modello della società futura. Modello sia nel senso valoriale generale: il merito al comando, la gerarchia intoccabile, la competitività, l’economia al vertice, il profitto come principio ordinatore salvifico. Ma anche modello quotidiano di comportamento: i tempi, i modi, i perché, la gestione. Individui, gruppi, comunità devono ispirarsi all’impresa per risolvere i loro problemi per acquisire modelli positivi e risolutivi. Mano a mano che i diritti, la certezza del diritto, la regolamentazione, la solidarietà, l’uguaglianza, il lavoro di gruppo, la collegialità, la cooperazione vengono messi al margine ed eliminati, l’impresa e il mercato dilagano diventando i modelli di riferimento della classe politica dominante e legiferante.

I nuovi protagonisti
In questo testo vorremmo documentare chi sono realmente, cosa fanno, come si comportano i nuovi protagonisti che ci dettano le regole e ci impongono, spesso con la forza e la violenza, i comportamenti, i valori, i fini, perché e come spendere la vita dei cittadini, dei giovani, degli esseri umani che restano e resteranno lontani al di fuori della gestione del potere.

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)
Spunto di questo testo è la relazione che il presidente dell’Istituto presenta ogni anno al Parlamento. L’ultima disponibile è quella del luglio 2015 che riporta i dati del 2014; è da questa relazione che sono tratti i dati che presenteremo. In questo inizio di discorso ci limitiamo a prendere in considerazione la documentazione relativa ai “bambini che lavorano”, non quindi i “minori” di 18 anni, ma i bambini e ragazzini fino a 14 anni ai quali, tra l’altro è negata la scuola, visto che l’obbligo scolastico è previsto per legge fino a 16 anni. Con la Continua a leggere


Rapporto di lavoro

Di Renata Puleo

In qualità di dirigente scolastica, divenuta fortunatamente “ex” prima che si rendessero evidenti i disastri della legge-Fornero, faccio qualche riflessione sulla natura contrattuale del rapporto di lavoro del dirigente, rapporto oggi sottoposto a un nuovo stress per effetto della Legge 107/2015.
Poiché mi limiterò ad aspetti specifici, mi permetto di rimandare ad un mio testo più approfondito sull’argomento, pubblicato su La Città Futura (29/08/2015) e su questo blog (07/09/2015), “La dirigenza del terzo millennio”.

Faccio una rapida esplorazione dei riferimenti normativi, nell’ordine: il CCNL – Area V biennio economico 2006/07 e quadriennio normativo 2006/09, le innumerevoli ipotesi di contrattazione integrativa, gli accordi-quadro (ad es. quello del 01/02/2008); il tutto si può leggere sui siti della FLC/Dirigenza e dell’ARAN (Agenzia Rappresentativa Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni).
Cosa dicono i testi esaminati sul rapporto di lavoro siglato fra il dirigente e l’Ufficio Scolastico Regionale?
Mi occupo solo, per le ragioni che chiarirò più sotto, della questione legata al conferimento dell’incarico e alle condizioni che regolano la mobilità. Tre sono i punti focali:
i. l’incarico conferito con contratto individuale è tacitamente rinnovato; può mutare solo con un provvedimento “adeguatamente motivato” da parte del Direttore Regionale
ii. l’impegno a rimanere nella sede prescelta è una priorità per ottenere la mobilità
iii. i mutamenti di diverso ordine riguardano solo “situazioni eccezionali”
Spesso le sedi conferite sono solo nominali, su posti temporaneamente liberi e Continua a leggere


Dove stava e dove sta l’Invalsi?

Scuola elementre Brunacci MilanoLeggendo la lettera dei genitori della scuola Brunacci, tra le altre domande si impone con urgenza la seguente: dove stava e dove sta l’istituto INVALSI mentre avvenivano e avvengono tutti i fatti denunciati dai genitori nella loro lettera che andiamo a pubblicare?
La prima risposta, che viene sulla punta della lingua è: ”INVALSI assente!” ed effettivamente nella lettera non viene mai nominato. La risposta ha invece una sua pertinenza: l’istituto INVALSI, per la quantità di risorse che sottrae alla Scuola, non solo non è servito e non serve a niente ma è attore protagonista del degrado in atto. Mentre le risorse scompaiono, non solo economiche ma anche di energie impiegate per la redazione di grotteschi Rapporti di Auto Valutazione, i problemi rimangono e si aggravano. La didattica quotidiana viene piegata in funzione delle famigerate prove standardizzate.
Incontrando i personaggi che rappresentano in veste ufficiale l’INVALSI, la funzione che più piace loro evocare dell’istituto risulta essere: “Realizzare la fotografia, misurare il sistema scolastico nazionale, rendere possibile il confronto tra le scuole e tra i vari sistemi scolastici e, soprattutto, fornire ai decisori politici, i dati, i criteri, i suggerimenti per gli interventi necessari al miglioramento del sistema”.
Chi ha dato la prima risposta “INVALSI assente” sembra che abbia colto nel segno.
Sappiamo che esiste ormai un coacervo di normativa che stabiliscono quali debbano essere, o dovrebbero essere, le funzioni e i compiti dell’Istituto. Una polluzione normativa cumulata nei suoi pochi anni di vita che autorizza questi Continua a leggere


I dirigenti invalsizzati e la benedizione delle penne

scuola multiculturale benedizione delle penneIn più circostanze abbiamo documentato che l’attuale “catena di comando” che dirige e domina la scuola ha il suo anello forte nella figura del Dirigente Scolastico. Senza questo anello né l’INVALSI né tantomeno il MIUR potrebbero sottomettere studenti, insegnanti, opinione pubblica, al modello neoliberista, meritocratico (nell’accezione negativa e derisoria che attribuiva alla parola il suo inventore nel 1958*)
Su questo blog continueremo, con maggiore intensità, a scavare sul come e il perché questo anello sia attualmente tanto forte, su come sia avvenuto, e stia tutt’ora avvenendo, un reclutamento tanto mirato, su quali siano le condizioni di lavoro e quelle contrattuali, che rendano invalsizzati e impenitenti un numero così elevato di Dirigenti Scolastici.
Non mancano le eccezioni di dirigenti “liberi e pensanti” ed anche ancora appassionati ad un lavoro che potrebbe essere splendido. Anche queste esperienze contrastive, rare e frammentarie, intendiamo utilizzare per scavare nel mondo delle migliaia di Dirigenti attualmente in servizio.
Una delle piste da seguire in questo scavo è la documentazione e la denuncia di casi assai diffusa di insipienza, e di pochezza culturale in cui sempre più spesso ci imbattiamo, quando incontriamo dirigenti invalsizzati, acritici ed operosi.
In questo articolo vogliamo aderire e contribuire alla diffusione della posizione critica avanzata da “Per la Scuola della Repubblica” e dal “Comitato Nazionale Scuola e Costituzione” per dare maggiore conoscenza del grave episodio avvenuto ad Aversa ad opera di una Dirigente scolastica.
Vorremmo sottolineare il carattere della bassezza culturale dell’iniziativa imposta dalla Dirigente. Certo non sottovalutiamo l’aspetto confessionale, antidemocratico e discriminatorio del rito della “benedizione delle penne”. Ma Continua a leggere