Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s

Alternanza scuola lavoro

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Il 18 ottobre il ministero dell’istruzione (Miur) ha presentato il progetto Campioni per l’alternanza. Si tratta di un protocollo d’intesa con sedici aziende per l’alternanza scuola-lavoro nel triennio delle superiori, ed è il modello con cui il ministero ha deciso di lavorare da qui in avanti.

Di alternanza scuola-lavoro parlavamo – e criticamente – già lo scorso febbraio, spiegando cos’era questa nuova disposizione della legge 107 (la cosiddetta Buona scuola): gli studenti dei licei devono fare obbligatoriamente almeno duecento ore di attività aggiuntiva nel corso del triennio, gli studenti dei tecnici e dei professionali devono fare almeno quattrocento ore.

Nel 2015, primo anno di sperimentazione, per molti dirigenti scolastici è stato complicato trovare le aziende disposte ad accogliere – e formare – centinaia di migliaia di studenti. Eppure, il numero fornito dal ministero sugli studenti partecipanti del 2015/2016 è 652.641, e la previsione è di portarlo a 1,1 milioni e 1,5 milioni rispettivamente nel 2016/17 e 2017/18.

Per questo l’accordo Campioni per l’alternanza è stato accolto dal ministero con entusiasmo: le prime sedici aziende coinvolte – Accenture, Bosch, Consiglio nazionale forense, Coop, Dallara, Eni, Fondo ambiente italiano, Fca, General

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Non siete stati invitati!!

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Al Liceo Manara di Roma si è svolto uno spettacolo invalsiano ormai all’ennesima replica, in questa come in altre scuole del Regno. La dirigente, Alessandra Silvestri, reggente, titolare al Liceo Artistico di Pomezia, da convinta sostenitrice della bontà della prove (e di una scuola per definizione “buona”), ha organizzato un incontro per informare i ragazzi del ginnasio sugli scopi della valutazione nazionale. Soli interpreti del récit il dottor Ricci (responsabile area-prove INVALSI) e la professoressa Pozio (sedicente ricercatrice, ex insegnante di matematica alla secondaria inferiore), con il consueto supporto scenografico di slides statistiche sul valore aggiunto. Ma, come era già successo all’Istituto Parco di Veio di Roma – dove correttamente eravamo stati invitati anche noi NoINVALSI e il professor Francesco Borrelli (docente di Filosofia, Università Sant’Orsola di Napoli) – la lavagna luminosa è Continua a leggere


Quando sono i ragazzi a valutare

L’Invalsi al liceo Manara di Roma 2.

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Non ho mai detto una parola ai miei alunni riguardo ciò che penso sulle prove Invalsi. Sarebbe disonesto e troppo ingiustamente facile indirizzare animi così duttili verso posizioni non ancora maturate autonomamente.

Quando sono stata convocata dalla Dirigente per essere informata che i miei alunni del Ginnasio avrebbero partecipato a un incontro con il dott. Ricci, responsabile del settore “Ricerca valutativa” dell’INVALSI e con la prof.ssa Pozio ricercatrice INVALSI, sul tema “Prove INVALSI per il II anno della scuola secondaria di secondo grado”, ho fatto notare alla Dirigente che, per assicurare quell’equità e imparzialità di cui la scuola dovrebbe sempre farsi garante e perché fosse veramente un confronto democratico, al tavolo del dibattito sarebbero dovuti essere invitati anche relatori in grado di garantire un contraddittorio, soprattutto laddove fossero emerse domande da parte degli studenti che, senza una duplicità di vedute, avrebbero avuto una risposta parziale perché fondata su un univoco punto di vista. Altro è informare, altro è orientare. La Dirigente mi ha risposto che un eventuale contraddittorio sarebbe stato sostenuto da genitori e insegnanti presenti. Ho ribattuto che non avevo Continua a leggere


Il gran gusto di sentirsi inutili

Invalsi = più meritocrazia = meno democrazia

Roma, 30 novembre 2016

Il gusto e la piacevolezza di sentirsi inutili è la sensazione che ha caratterizzato maggiormente il dopo Manara. Forse aiutati anche dall’intervento squassante di un genitore, gli studenti hanno cominciato a porre una fila incalzante di domande, molto assertive, pertinenti. La domanda posta da quel genitore è stata squassante nei suoi esiti perché nel chiedere ragione del bombardamento, documentato, dell’INVALSI sulla scuola, della sua pervasività e del processo di “invalsizzazione” in corso, ha trovato negli studenti la risonanza rispetto alla loro esperienza profonda e pluriennale. Ne è testimonianza, non solo il consenso, ma anche lo scrosciante applauso liberatorio che lo ha seguito.

Squassante per il povero dott. Ricci che ha provato a rispondere, come fa spesso, criminalizzando insegnanti, genitori e scuole ree di Continua a leggere


Domenica di referendum

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BOOMERANG


L’alternanza scuola lavoro nel 2016

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(1° puntata)

FACCIAMO QUATTRO CONTI

La legge 107/2015 stanziava 100 milioni l’anno per l’attuazione dell’Alternanza Scuola Lavoro.

La ministra Giannini nel suo comunicato del 18 ottobre ha dichiarato che gli studenti che avevano realizzato il nuovo obbligo Nell’anno scolastico 2015/2016 hanno partecipato 652.641 ragazzi” “Quelli che hanno frequentato per il primo anno il nuovo obbligo sono stati 455.062” :

  • Studenti del Liceo: 227.308, erano 12.371 nel 2014/15 (+1.737%)

  • Studenti degli Istituti Tecnici: 140.699, erano 31.592 nel 2014/15 (+345%)

  • Studenti degli Istituti Professionali: 87.055, erano 45.789 nel 2014/15 (+90%)”

Se i soldi stanziati non hanno subito variazioni, per ciascuno studente sono stati spesi 153,22 euro, nell’ipotesi che le risorse dello Continua a leggere


Questionario disabili

QuadisIn aggiunta all’articolo “QUADIS? A chi????” di Renata Puleo.
La “sondaggistica” sta diventando ormai una pseudoscienza pervasiva nella vita delle donne e degli uomini e di quest’epoca. Sempre più da scienza e strumento della conoscenza i questionari il loro uso e la loro pratica stanno diventando una forma straordinariamente efficace della manipolazione del pensiero collettivo attraverso un indistinto e non verificabile, ma imposto, senso comune, elaborato e confezionato ad uso dei committenti che hanno la potestà e le risorse per commissionarli.
Nonostante i fallimenti manifesti che l’operazione “Sondaggi” sta dando nel corso delle prove elettorali la diffusione della patica sondaggistica si sta ampliando ad un mercato sempre più vasto. Il caso del fallimenti elettorali, nel mercato sconfinato della sondaggistica, è abbastanza raro. L’evento delle elezioni è uno dei pochi eventi in cui in un breve arco di tempo i risultati dei sondaggi possono essere messi a confronto con i risultati attinti da una realtà che emerge dalle risposte che danno direttamente milioni di cittadini che vanno, o non vanno, alle urne.
Non per questo l’efficacia, anche nel campo elettorale è nulla. Il sondaggio e a volte le stesse cadenze elettorali tout court hanno come esito quello di far credere gli eventi politici e sociali come ineluttabili senza alternative. Milioni di cittadini posti di fronte all’alternativa di “merda lessa o merda fritta” rinunciano ad elaborare un pensiero ed un punto di vista libero, autonomo e se del caso divergente e alternativo. L’effetto narcotizzante, quindi, è assicurato per milioni di individui che spesso si trasformano in tifosi di una o dell’altra Continua a leggere